Il XIX secolo è ormai agli sgoccioli e ci pensa l' Etna a
dargli l'addio. Il 19 luglio 1889 l'Agenzia Stefani batte uno scarno comunicato:
"Stamane alle ore 8, previo un fortissimo rombo, l'Etna sprigionò un'immane
colonna di fumo e fitta pioggia di sabbia". E' l'ultimo saluto del vulcano
al secolo. Meno tre, due, uno. Mezzanotte del 31 dicembre 1899. Ventuno cannonate,
sparate dai torrioni del Castello Ursino, salutano il nuovo secolo. Le bande
musicali in piazza Duomo, dove si è radunata una folla enorme, suonano la "marcia reale"
e i festeggiamenti dureranno sino all'alba. Tre minuti dopo la mezzanotte, in una
modesta casa di pescatori in via Stella Polare, nasce Giovanni Privitera, il primo
catanese del XX secolo.
Il tempo incalza. Nuovo anno, pardon, nuovo secolo e
La fontana di Proserpina
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il censimento è d'obbligo: i catanesi sono diventati 149.698 e uno di essi,
Giulio Moschetti, nel 1904 inaugura nella piazza antistante la stazione la fontana
di Proserpina. Usa un materiale rivoluzionario: il cemento.
Vive proteste
sollevano i cocchieri il 2 aprile 1905. Un nuovo rumorosissimo mezzo di trasporto
che si muove su rotaie non solo ruba loro i clienti, ma fa anche imbizzarrire i cavalli.
E poi che strano nome, Tram . Nel 1908 la terra trema di nuovo, e stavolta
i tram non c'entrano: il terremoto che distruggerà Messina e Reggio Calabria
si fa sentire violentissimo anche a Catania. La gente terrorizzata cerca scampo
nelle strade. Fortunatamente per la città e i suoi abitanti molta paura e pochi
danni.
Prende piede in Italia uno strano sport. Si gioca in undici contro
undici e lo scopo è quello di mandare dentro la porta degli avversari quante più
volte possibile un pallone che tutti i giocatori, tranne uno, possono colpire solo
con i piedi. L'hanno importato in Italia, a Genova, degli spiriti bizzarri d'oltre
Manica. Si chiama football: lo giocano alcuni buontemponi della Catania bene
nell'attuale piazza Verga, in una tenuta, lunghi mutandoni e gambe scoperte dal ginocchio
in giù, che sconsiglia lo spettacolo a signore e signorine. La città si adegua a
questa mania che va diffondendosi in tutta la penisola e nel 1909 nasce il
Catania Calcio. Il primo incontro è contro una squadra di marinai
inglesi, equipaggio di una nave alla rada nel porto. Stravincono i figli d'Albione.
Attenti alle novità, i catanesi, ma anche prolifici. In undici anni la
popolazione aumenta del 25% e il censimento del 1911 conta a Catania
210.703 anime.
Fra quelli che invece ci lasciano il 4 gennaio 1912 Mario
Rapisardi; il 3 febbraio 1913 il pittore Francesco Di Bartolo; il 18 ottobre
1914 il marchese Antonino Paternò Castello di San Giuliano, senatore del
Regno, ministro degli esteri, collare della Santissima Annunziata e sindaco
della città; il 29 novembre 1915 Luigi Capuana; il 18 maggio 1917, nei pressi
di Gorizia (siamo in piena prima guerra mondiale), il tenente Agatino
Malerba. Sarà la prima medaglia d'oro catanese al valore militare. Fra gli
altri grandi etnei che se ne vanno in questo periodo il senatore Giuseppe
De Felice (19 luglio 1920), Nino Martoglio
(15 settembre 1921), Giovanni Verga (27 gennaio 1922).
Ma ci si avvia verso uno dei periodi più cupi della nostra storia. Il
31 ottobre 1922, con decreto del Ministero dell'Interno (fascista), i partiti
politici vengono messi fuorilegge e il sindaco Carlo Ardizzoni viene deposto.
L'11 maggio 1924 il capo del governo cavalier Benito Mussolini inaugura
il campo d'aviazione di Fontanarossa. La sera prima si era incontrato con
Pietro Mascagni, che era a Catania per dirigere l'Iris. Durante il ricevimento
serale al municipio un bello spirito ruba la bombetta al duce. Facile,
adesso, riderci sopra.
Un salto di dieci anni in cui i catanesi, come tutti gli italiani, subiscono
l'umiliazione della dittatura. E' una calda serata, quella del 10 giugno
1940. E i cittadini, accorsi in piazza Duomo, ascoltano ammutoliti via
radio il discorso con cui Mussolini porterà alla catastrofe l'Italia. E'
la dichiarazione di guerra alla Francia e all'Inghilterra. Nemmeno il
tempo di rendersi conto del ciclone che la barbarie nazifascista sta
scatenando in Europa che Catania subisce il 5 luglio il primo attacco aereo.
A Fontanarossa muoiono quattordici persone.
Sarà la prima di una serie di incursioni che segneranno la città. Micidiale
quella del 15 aprile 1943 quando le fortezze volanti anglo americane
scaricheranno senza andare tanto per il sottile (anche se il reale obiettivo
era il porto) migliaia di tonnellate di bombe.
L'incubo per l'Europa durerà altri due anni, ma per i catanesi finisce alle
8,30 del 5 agosto 1943. Dopo un violentissimo scontro alla Piana, truppe
anglo americane da una parte, tedeschi e fascisti dall'altra, gli alleati
entrano vittoriosi a Catania. Alla loro testa un giovane generale che, al
rientro in patria, farà una discreta carriera politica: Dwight "Ike"
Eisenhower.
Quasi tre millenni in poche righe e ci fermiamo qui. La storia cede il
passo alla cronaca. E la cronaca per noi inizia il 15 marzo 1945, data
di nascita de
"La Sicilia". Da mezzo secolo voce quotidiana e autorevole
della città. Ai suoi redattori e al suo ricchissimo archivio il resoconto
degli ultimi cinquant'anni.
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Si ringrazia Francesco Marraro per la collaborazione