 | (1852-1914) |
Nato a Catania nel 1852 fu un grande statista della sua epoca. A soli 24 anni, nel 1876, fu eletto consigliere comunale di Catania in nome del rinnovamento: era l'anno dell'ascesa della sinistra al governo.
Tre anni dopo, nel 1879, venne nominato sindaco di Catania e successivamente, nel 1882, divenne
deputato alla Camera, prima ancora di aver compiuto i trent'anni previsti dalla
legge, affermandosi subito per la competenza in questioni estere e coloniali.
Schierato a sinistra, con Giolitti e altri fautori di riforme economiche-sociali,
San Giuliano dedicò studi particolari all'immigrazione e alla questione
coloniale.
Membro della Commissione d'inchiesta sulla Colonia Eritrea (proclamata
nel1890), il marchese nel 1892 fece la sua prima esperienza di governo come
sottosegretario all'Agricoltura nel governo Giolitti.
Nel 1894 pubblicò Le condizioni presenti della Sicilia . L'opera
fece epoca e l'anno seguente scrisse altri saggi che vennero pubblicati
nelle principali riviste italiane: La Riforma sociale e la fiorentina
Nuova Antologia.
Vicepresidente della Lega Navale Italiana, e ministro
delle Poste nel primo governo Pelloux (1898), riconobbe l'importanza
dei problemi balcanici e nel 1902 indicò, in Lettere dall'Albania,che la
sicurezza dell'Italia si basava sull'amicizia o sul controllo dell'altra sponda
dell 'Adriatico.
Nell'ultimo decennio della sua vita ebbe una posizione di primissimo piano
nella politica estera. Nel 1905 venne nominato ministro degli esteri nel
primo governo presieduto da Alessandro Fortis.
L'anno successivo fu nominato
Ambasciatore a Londra e in seguito nel 1909 divenne Ambasciatore a Parigi.
Nel 1910 ritornò ad assumere il ministero degli Esteri nel governo di
Luigi Luzzatti. La sua direttiva fu di rafforzare le intese con le potenze
occidentali pur mantenendo l'Italia nell'orbita della Triplice Alleanza.
Nel 1911 si ebbe l'impresa libica e fu propro San Giuliano a prepararla nei dettagli,
assicurando all'Italia il dominio diretto di Tripolitania e Cirenaica.
Nel 1912 rinnovò la Triplice e allo scoppio del conflitto Mondiale impostò
chiaramente l'azione italiana verso la preparazione dell'intervento a fianco dell'Intesa.
Il 18 ottobre del 1914, affranto per la prematura morte del figlio, malato egli stesso,
San Giuliano si spense nel generale cordoglio. La città lo ricorda con una via nel cuore del centro storico.
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