 | (1839-1915) |
Nato a Mineo, presso Catania, nel 1839 esordì come poeta, ma la sua attività
si volse principalmente alla critica letteraria e alla narrativa. Fu
critico, giornalista, docente universitario (a Roma e Catania) ma soprattutto
scrittore attento e rigoroso, che con grande passione e scrupolo si pose il
problema di una lingua narrativa moderna. Come critico ebbe il merito di
diffondere in Italia i principi del verismo, di cui fu il primo teorico, e di
aver contribuito a far conoscere uno scrittore come Emile Zola (sostenitore
e maestro del movimento naturalista).
Nel campo della narrativa occupa un posto di notevole rilievo per il vigore
con cui propugnò (primo in Italia) il romanzo naturalista; in numerosi articoli
di critica letteraria e negli Studi sulla letteratura contemporanea egli
sostenne il canone dell'impersonalità dello scrittore che deve basarsi
sulla mera osservazione dei fatti, desunti dalla realtà quotidiana senza giudizi
e interpretazioni da parte dell'autore. Considerato uno dei più grandi scrittori
italiani Capuana fu autore di autentici capolavori come i romanzi Giacinta
(1889) e Il Marchese di Roccaverdina (1901) nei quali, secondo i moduli veristi,
allo studio delle passioni cittadine (Giacinta) alternò quello del mondo paesano
(Il Marchese di Roccaverdina ambientato in un piccolo mondo siciliano).
Nelle sue opere, tese a ritrarre caratteristiche e modi di vita della Sicilia, ritroviamo un'arguzia tutta paesana che lo porta ad una felice rappresentazione
di personaggi e ambienti di provincia.
Capuana fu anche autore di novelle quali: Le paesane e Le appassionate
e di favole e libri per l'infanzia, fra cui ricordiamo: Scurpiddu , Cordello
e C'era una volta . Sicchè romanziere, narratore per ragazzi, teorico del verismo
fu una notevole presenza nella letteratura italiana dell'ultimo 800.
A Catania sono intitolate a Luigi Capuana una via e una scuola media.
Nino Martoglio | Gli altri personaggi