CANDELORE, UNA FESTA DI BAROCCO
"Quasi tutte le feste siciliane - scrive lo storico mons. Giovanni Lanzafame - sono barocche". A proposito delle undici candelore parla specificamente di "barocco in movimento", anche per la famosa "annacata". Un barocco che si muove in una citta' barocca, come ridisegnata dal Vaccarini per la sua ricostruzione dopo il terremoto del 1693. In Spagna ben 120 "pasos" (fercoli) narrano per le strade la passione di Cristo e i dolori di Maria; in Peru' il santissimo sacramento viene preceduto nella sua sontuosa processione dai "tronos" (fercoli) che narrano plasticamente con capolavori lignei la vita dei santi testimoni di Cristo e alcuni titoli della Madonna.
Sul solco spagnolo anche le undici candelore catanesi. Un tempo superavano il numero di trenta: la guerra, lo sconquasso e la scomparsa di alcuni mestieri comportarono dolorosi tagli. Dieci cerei grandi e uno piu' piccolo, candelabri che illuminavano il percorso della processione. Camminano in ordine di anzianita', anche se tra i "Rinoti" e gli Ortofloricultori ci fu lotta aspra per il primo posto.
Una mancata intesa e una diatriba fra le due categorie portarono le candelore a procedere in coppia per molto tempo, con la piccolina a fare da apripista. Anche oggi apre il cero voluto da mons. Ventimiglia, segue quello dei "Rinoti" dono degli abitanti di San Giuseppe La Rena, con i bellissimi quattro grifoni alla base. Segue il cereo degli Ortofloricultori (giardinieri e fiorai) in stile gotico, con le statue dei martiri e vescovi catanesi. In cima c'e' ora la boccia, ma per molto tempo campeggio' un mazzo di fiori. Un grande e totale restauro nel 1970-71 ad opera dell'allora tesoriere cav. Salvatore Urzi'. E di seguito la candelora dei Pescivendoli, in stile rococo', ricca di stendardi ed ex voto e con la statua di S. Francesco di Paola, protettore della gente di mare; quella dei Fruttivendoli pregiata e scintillante con al centro un bel busto di Sant'Agata; dei Macellai che fa mostra del tradizionale mazzetto di fiori freschi; dei Pastai che e' un puro candeliere settecentesco con il cerone in vera cera; dei Pizzicagnoli (alimentaristi) in stile liberty con le caratteristiche cariatidi alla base; dei Panettieri, la piu' pesante (la portano in dodici anziche' in otto, in dieci pero' quella dei Vinaioli) con gli angeli ad altezza naturale; dei Vinaioli (bettolieri), appunto, il secondo cereo per pesantezza, ha alla base quattro artistici leoni e grifoni che sostengono tutto l'impianto. Chiude la candelora voluta dal beato Dusmet per il Circolo cittadino Sant'Agata: nel restauro del 1988 e' stata arricchita da un artistico mazzo di fiori.
La festa piu' attesa per le candelore, dopo che per giorni hanno girato la citta', in lungo e in largo, e' quella del giorno 3 alla Pescheria e in piazza Duomo, quando fanno l'omaggio al sindaco.
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